04 dicembre 2009

Rapporto Censis: tra genitori, dirigenti e prof prevale lo scoramento

Rapporto Censis: tra genitori, dirigenti e prof prevale lo scoramento
di A.G.

Nell’ultimo anno il 47,7% delle famiglie non ha incontrato mai o quasi mai gli insegnanti dei propri figli. Mamme e papà non danno però la colpa ai docenti: non hanno strumenti per opporsi. Anche i presidi sono d’accordo: colpa del modello sociale prevalente che svilisce la funzione educativa. Il risultato è che otto giovani su dieci si è chiesto almeno una volta che senso abbia stare a scuola.
Circa un genitore su due non crede nella funzione sociale e culturale della scuola: è questo uno dei dati più interessanti che emerge dal rapporto annuale del Censis, presentato il 4 dicembre. Sembrerebbe che circa la metà delle famiglie, infatti, abbiano decretato inutile l’influenza del sistema scolastico sulla formazione dei figli: tanto che nell’ultimo anno il 47,7% dei genitori non ha incontrato mai o quasi mai gli insegnanti dei propri figli.
La preoccupante rassegnazione delle famiglie è contrassegnata da un altro dato: il 59,7% dei genitori con figli in età scolare ritiene il bullismo sicuramente un fenomeno in crescita e il 52% che la scuola non sia in grado di avere le capacità per proteggere i ragazzi. I genitori non sembrano però scaricare la colpa ai docenti: il 59,7% ha affermato che gli insegnanti non hanno praticamente alcuno strumento utile per arrestare gli episodi di cui si rendono artefici i bulli. La colpa di tanta aggressività e mancanza di rispetto per il prossimo, come per le regole, sarebbe così figlia di una società che invia evidentemente troppi messaggi di superficialità.
Ma la convinzione che i valori trasmessi dalla scuola sono sempre meno recepiti dagli alunni non è solo dei papà e delle mamme. Anche la maggior parte dei docenti neo-assunti (il 54,4%) sono ormai convinti che motivare l’apprendimento degli studenti è un’impresa davvero ardua, soprattutto a seguito del sempre minore appeal della figura dell’insegnante.
Un ragionamento simile viene poi fatto anche da 57,6% dei dirigenti della scuola secondaria di secondo grado: hanno dichiarato al Censis che i bassi rendimenti scolastici sarebbero frutto di un modello sociale prevalente che svilisce la funzione educativa. La dimostrazione, hanno detto sempre i presidi (stavolta il 45%) sarebbe nell'atteggiamento prevalente dei docenti sempre più contrassegnato dal disorientamento.
Sempre a proposito dei dirigenti, va sottolineata la loro promozione, (il 70% la pensa così) per il modello di “alternanza scuola-lavoro”: il 56% ritiene anche che offra un migliore curriculum al termine degli studi e il 45% che da queste esperienze possa derivare qualche stabile rapporto di lavoro. Il 55% degli stessi capi d’istituto si è però detto scettico sulla possibilità che ciò accada: hanno ammesso, infatti, che mancherebbero le risorse economiche per attivare il percorso di alternanza per tutti gli studenti interessati. E quasi altrettanti sottolineano le difficoltà incontrate per coinvolgere attivamente le aziende nella delicata funzione di tutoraggio.
La parola scetticismo regna anche tra gli stessi studenti: "il 92,6% dei giovani in uscita dalla scuola secondaria di II grado – scrive il Censis - ritiene che anche per chi ha un titolo di studio elevato il lavoro sia oggi sottopagato, il 91,6% pensa che sia agevolato chi può avvalersi delle conoscenze". Ma non finisce qui. "Circa l'80% dei giovani di età compresa tra 15 e 18 anni si è chiesto almeno una volta che senso abbia stare a scuola o frequentare corsi di formazione professionale". Insomma, se dovessimo prendere per buone le indicazioni del Censis, una bella fetta degli “attori” che operano nella scuola avrebbe bisogno di un bel po’ di iniezioni di entusiasmo.


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Fonte: http://www2.tecnicadellascuola.it/ - 04/12/2009

Insegnante aggredita ed insultata in classe

Brutto episodio alla scuola Rodari tra un genitore e un'insegnante

Brindisi. La scuola primaria Rodari è stata invece teatro di un episodio alquanto spiacevole: un’insegnante è stata ripetutamente aggredita verbalmente, minacciata e insultata, di fronte ai suoi alunni, da una mamma che, facendo irruzione in aula, ha impedito lo svolgimento delle normali attività per un’ora intera, tanto che la docente è stata costretta a chiamare le forze dell’ordine. Il giorno successivo, la donna ha nuovamente aggredito l’insegnante, insultandola davanti ai bambini spaventati e al personale allibito. Un episodio che non avrebbe alla base motivazioni gravi e che ha ovviamente turbato tutto il corpo docente e il personale del plesso.


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Fonte: http://www.pugliatv.com - 04/12/2009

02 dicembre 2009

Scoppia petardo a scuola: feriti cinque studenti e la loro insegnante

Scoppia petardo a scuola: feriti cinque studenti e la loro insegnante


ACERRA (NAPOLI), 2 dicembre - Cinque studenti ed una loro insegnante sono stati portati stamattina in ospedale per lo scoppio di un petardo all'interno dell'istituto d'arte «Munari» di Acerra (Napoli).

I ragazzi e la professoressa non hanno riportato ferite, ma solo uno stato di stordimento e choc, per cui sono stati dimessi nel giro di qualche ora. I responsabili del gesto, due quindicenni, sono stati identificati e denunciati dalla polizia.

Lo scoppio ha provocato una cortina di fumo nella scuola, creando momenti di tensione tra personale scolastico e studenti. In un primo momento alcuni avevano pensato ad un attentato dinamitardo, ma poi ci si è resi conto dell'accaduto. I ragazzi si sono giustificati dicendo che si trattava solo di uno scherzo, e che assolutamente non volevano far del male a nessuno.


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Fonte: http://www.ilmattino.it - 02/12/2009

01 dicembre 2009

Rubano soldi alla professoressa


Rubano soldi alla professoressa
Ragazzi denunciati a Savona

Con l’accusa di avere rubato soldi dal portafogli di un insegnante, tre studenti minorenni di un istituto secondario superiore di Savona sono stati denunciati dalla squadra Mobile della polizia: dovranno rispondere di «furto con destrezza». Il caso si è verificato all’Ipsia di Savona. I tre, una volta scoperti, hanno risarcito il danno attraverso le loro famiglie.

Secondo la ricostruzione, il furto sarebbe avvenuto in un’aula scolastica dove era in corso una lezione; ai tre ragazzi sono state riconosciute le attenuanti di «avere cagionato un danno patrimoniale di lieve entità» e di avere «riparato interamente il danno mediante risarcimento».

L’indagine e la denuncia rientrano nel progetto “Narciso” della questura savonese, centrato sul mondo dei giovani e sulla prevenzione dei reati tipici della loro fascia d’età.


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Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com - 01/12/2009

Ladri a scuola, rubano 90 euro dalla borsetta di un’insegnante

Sospesi da scuola e denunciati dalla polizia per aver rubato 90 euro dalla borsetta lasciata incustodita per un attimo dalla professoressa di italiano. Un furto che, una volta scoperti, hanno tentato di giustificare così: «Volevamo andarci a mangiare la pizza al sabato sera senza dover chiedere soldi ai nostri genitori», hanno detto agli insegnanti che li hanno chiamati a rapporto. Tra gli investigatori della squadra mobile il timore, condiviso dagli insegnanti, è che quei soldi invece potessero servire per andare a comprare della droga, forse hashish.

I tre studenti, sedicenni, che frequentano una classe dell’istituto professionale Ipsia «Da Vinci» in via Alla Rocca, si sono subito pentiti del furto ed hanno restituito il giorno dopo, davanti ai loro genitori, i 90 euro sottratti all’insegnante che però non ha voluto ritirare la denuncia ai loro danni. E così i tre sedicenni sono finiti nel fascicolo degli agenti della Questura. L’episodio (il furto) risale a mercoledì scorso.

Uno dei tre ragazzi che hanno fatto la «bravata» risulta ancora oggi assente da scuola per «un periodo di riflessione». Una motivazione condivisa dai vertici della scuola e dai genitori. Gli altri due, che avrebbero supportato il capo manolesta, sono già rientrati nella loro classe dopo aver smaltito un periodo di sospensione dalle lezioni che ha consistito nel destinare un certo numero di ore a lavori socialmente utili all’interno dell’istituto. Come pulire i gabinetti, i pavimenti, e fare fotocopie. Sarebbero i più provati dall’intervento della polizia.

«Forse non si rendono nemmeno conto di essere stati denunciati» spiega amareggiato il coordinatore della classe frequentata dai tre che hanno alle spalle anni scolastici persi e ripetuti.

L’episodio incriminato risale a mercoledì scorso durante una proiezione di un film in sala video per una lezione della professoressa di italiano. Un attimo di disattenzione, il proiettore che non funziona, e le mani dei ragazzi a pochi passi che affondano nella borsa. L’indomani - dopo la segnalazione fatta dalla professoressa interessata - la classe viene tenuta a rapporto dai vertici dell’istituto del polo meccanico, guidato dai dirigenti Viganego e Sguerso.

I tre si sono subito autodenunciati: «Siamo stati noi», ma le indagini della polizia sono andate avanti per la volontà dell’insegnante di non ritirare la denuncia. Ieri mattina dalla Questura è arrivata la conferma che «i tre studenti sono stati denunciati per furto» come spiegato in una nota stampa in cui si precisa che «i tre studenti denunciati sono stati ritenuti responsabili del reato di furto con destrezza». Poi si cerca di ridimensionare la gravità delle accuse: «Sono state comunque prese in considerazione le attenuanti di aver cagionato un danno patrimoniale di lieve entità e di aver riparato interamente il danno mediante risarcimento».

La polizia da alcuni mesi ha avviato una intensa campagna (operazione Narciso) sul disagio giovanile: «Lavoro - sottolinea il questore Vittorino Grillo - che ha già portato ad importanti risultati che sono stati evidenziati nella cronaca delle ultime settimane e proseguirà nei prossimi mesi». Ieri mattina all’uscita da scuola davanti all’Ipsia il coordinatore di classe non ha nascosto la sua amarezza per la vicenda dopo essere stato sentito più volte negli uffici della Questura nei giorni scorsi: «Insegno da 32 anni, sono la memoria storica dell’istituto, e un fatto simile non era mai successo. Forse però si è esagerato». L’uomo chiarisce come «tutto si era risolto a scuola, senza indulgenze, ma applicando il giusto rigore previsto dalla nostra funzione educativa. I tre ragazzi si erano subito autodenunciati».

Ieri la professoressa di italiano ha spiegato il motivo della denuncia mantenuta: «Per dare un segnale di legalità, è una questione di principio. Portiamo i ragazzi ai convegni sulla mafia e poi non denunciamo situazioni come il furto che ho subito? L’avrei fatto anche se si fosse trattato dei miei figli».


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Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com - 02/12/2009

Studente falsifica le firme e minaccia la prof


Treviso: studente falsifica le firme e minaccia la prof

Un ragazzo albanese di 17 anni, studente in una scuola superiore di Treviso, è stato formalmente ammonito dall'equipaggio di una volante della polizia, chiamata da una professoressa che era stata minacciata in classe. L'insegnante aveva scoperto che l'allievo aveva falsificato alcune firme sul registro. Un atto per il quale il preside aveva deciso la sospensione del giovane per tre giorni. Quando il ragazzo l'ha saputo, ha minacciato verbalmente l'insegnante, dicendole "non finisce qui...". Per tutelarsi la professoressa ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine.


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Fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com - 01/12/2009

28 novembre 2009

Nonna terribile schiaffeggia una maestra


Sorbolo, insegnante schiaffeggiata a scuola.
I "Maestri autoconvocati": "I colleghi si costituiscano parte civile"

Spiacevole episodio nei giorni scorsi davanti alle scuole elementari di via Fratelli Bandiera, appena dopo che era suonata la campanella per la fine delle lezioni. Una nonna, giunta davanti alle scuole elementari per riprendere e accompagnare a casa la nipote, ha insultato e schiaffeggiato la maestra della bambina. La maestra non ha denunciato l’episodio ai Carabinieri, ma si è limitata ad informare la preside dell’accaduto.
Un episodio spiacevole che ha lasciato i genitori presenti e i cittadini sgomenti di fronte a questa grave mancanza di senso civico e di rispetto.

"GLI INSEGNANTI SIANO PARTE CIVILE". Il gruppo «Maestre e maestri autoconvocati di Parma e provincia» lancia un appello agli insegnanti: costituirsi parte civile, se la vicenda di Sorbolo dovesse sfociare in un processo. Il portavoce del gruppo, Salvatore Pizzo, lancia l'idea attraverso una nota, che parla di «sconcertante episodio che è avvenuto all’esterno della scuola primaria (elementare) di Sorbolo».
«Il gruppo “Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e provincia”, oltre ad esprimere la solidarietà alla collega vittima dell’incivile gesto - dice il comunicato - invita i docenti tutti che operano sul territorio a costituirsi parte civile in occasione dell’eventuale processo che da questa vicenda potrebbe scaturire. Auspicando inoltre che le forze dell’ordine provvedano agli atti conseguenziali».
Salvatore Pizzo aggiunge che «a tutti gli effetti di legge, ogni docente, quando è nell’esercizio delle funzioni non è un semplice incaricato di pubblico servizio, bensì un pubblico ufficiale: un soggetto con poteri autoritativi e certificativi esplicazione dell’Autorità dello Stato. La violenza, la resistenza e la minaccia ad un pubblico ufficiale è punita dagli art. 336 e 337 del Codice Penale, è punita con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Sono reati procedibili d’ufficio, e non a querela di parte, inoltre nei casi più gravi può essere previsto anche il fermo e l’arresto. Inoltre - continua il portavoce del gruppo - l’art 341 bis del Codice penale sanziona con una pena fino a 3 anni chi oltraggia un pubblico ufficiale in servizio. In attesa che l’autorità giudiziaria valuti serenamente quanto è accaduto, riteniamo che nel frattempo vengano prese tutte le misure idonee di ordine pubblico, tutelando la corretta esplicazione della funzione docente».


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Fonte: http://www.gazzettadiparma.it - 28/11/2009

21 novembre 2009

Vittoria, insegnante aggredita a scuola


L'episodio ieri nel plesso elementare "Rosario"

Vittoria, insegnante aggredita a scuola

di Francesca Cabibbo

Vittoria - Un'insegnante di Vittoria è stata aggredita ieri mattina nei pressi della propria scuola. La donna sarebbe stata raggiunta da un pugno sferrato da un genitore che non aveva gradito le lagnanze della docente circa il comportamento della figlia. L'uomo, a quanto pare, era in disaccordo ed aveva qualcosa da ridire, ma anzichè dialogare, ha preferito ricorrere alle maniere forti.

L'episodio non è passato inosservato: pare che nella zona ci fosse anche qualcun'altro. La donna è stata soccorsa e medicata in ospedale: per lei, la prognosi è di 2o giorni.

Scatta la solidarietà della città. Interviene l'associazione "Il Filo di Seta". Parla la presidente Rosetta Perupato: “E’ assurdo che possano accadere episodi come questo. In nessun caso e per nessuna ragione si possono accettare atteggiamenti e comportamenti simili”. Perupato ricorda anche che “il 25 novembre è la “giornata internazionale contro la violenza sulle donne”.

Una data simbolo, che ricorda la morte delle tre sorelle Mirabal, Patria, Minerva e Maria Teresa, il 25 novembre 1960, nella repubblica Dominicana, sotto il regime del dittatore Trujllo. "Preparandoci a questa data, un episodio come questo, appare ancor più grave. “Il Filo di Seta” esprime solidarietà all’insegnante, una professionista seria e stimata. Fatti come questo non devono accadere mai più”.


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Fonte: http://www.ilgiornalediragusa.it - 21/11/2009

16 novembre 2009

La prof derisa mentre spiega finisce su Youtube: la famiglia paga 20.000 euro


La prof derisa mentre spiega finisce su Youtube: la famiglia paga 20.000 euro
di A.G.

I fatti del febbraio 2007 in un istituto della Brianza: l'insegnante d'italiano è ripresa col cellulare da uno studente. Questa la scena: la prof di spalle, i compagni di classe che fanno finta di dormire, in sottofondo commenti ironici. Il ragazzo tornato a casa riversa il tutto su pc e pubblica il mini-video su internet. La docente lo scopre - lo studente viene sospeso per 15 giorni - e si rivolge al tribunale: che condanna i genitori per le “immagini lesive del decoro e della reputazione dell'insegnante”.
Filmare o fotografare frammenti di lezione scolastica per poi riversarli su internet è un reato che può costare molto caro agli studenti. E alle loro famiglie, chiamate sempre più spesso dai giudici a risarcire gli insegnanti danneggiati con cifre a quattro zeri. Soprattutto quando i docenti oggetto delle riprese decidono di denunciare l’accaduto al tribunale della Repubblica.
Una delle “goliardate” studentesche su cui il prof deriso è voluto andare sino in fondo ha avuto il suo epilogo in questo giorni. I fatti risalgono al febbraio del 2007, quando la lezione di italiano all’interno di un istituto superiore di Vimercate, nella Brianza, è stata ripresa da uno studente attraverso il cellulare. Questa la scena: la professoressa di spalle, i compagni di classe che fanno finta di dormire, in sottofondo alcuni commenti e risa. Il ragazzo non si limita alla registrazione: tornato a casa riversa il tutto su pc e pubblica il mini-video su Youtube.
Il filmato ha un successone, forse troppo. Perché qualcuno lo fa sapere anche alla docente di italiano “protagonista” delle riprese. Immediata scattano le verifiche. L’organo di valutazione interno all’istituto commina una punizione abbastanza severa: 15 giorni di sospensione. E sarebbe potuta andare ancora peggio se l’allevo non avesse ammesso le sue colpe.
Fin qui nulla di anomalo. Nelle classi, dove gli iscritti sono ormai quasi tutti “nati digitali” e hanno un rapporto viscerale con le nuove tecnologie, queste dinamiche sono diventate sempre più comuni. Meno frequente è la scelta dei prof derisi pubblicamente di procedere ad un’azione legale extra-scolastica. Come invece è accaduto per la vicenda di Vimercate: l’insegnante attraverso il suo avvocato ha chiesto 25 mila euro di danni morali. E il giudice del tribunale civile di Monza ha accolto quasi in pieno la sua istanza: i genitori del ragazzo dovranno pagare circa 20 mila euro tra spese legali e risarcimento del danno morale per aver "pubblicato immagini lesive del decoro e della reputazione dell'insegnante".
Determinante, sempre per il magistrato, l’azione successiva alla ripresa della lezione, quando "il ragazzo non si trovava più sotto il controllo dell'insegnante": l’aver reso pubblico a tutti l’accaduto su internet. Il web del resto, si sa, è come una piazza: e mettere in piazza fatti strettamente scolastici equivale a commettere un vero e proprio reato. Meditate studenti. Meditate….



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Fonte: www2.tecnicadellascuola.it - 16/11/2009

Due ragazzini "annoiati" devastano una scuola


Due ragazzini "annoiati" devastano una scuola

Caltanissetta. "Ci annoiavamo". Con questa disarmante motivazione due ragazzini di 10 e 11 anni hanno giustificato ai carabinieri la loro domenica di follia. Nel pomeriggio, infatti, hanno forzato la porta della scuola materna di San Cataldo (Caltanissetta), mettendo a soqquadro le aule. I militari li hanno bloccati mentre lanciavano oggetti e sedie contro le finestre e riconsegnati alle famiglie.


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Fonte: La Repubblica (www.repubblica.it) - 16/11/2009

11 novembre 2009

Irruzione di vandali a scuola. Aggredito e ferito vicepreside


Banda di minorenni all’istituto Luxemburg vuota gli estintori in corridoio

Irruzione di vandali a scuola. Aggredito e ferito vicepreside

TORINO - Vandali, bulli o, forse, qualcosa di più. C’è anche la possibilità che il blitz perpetrato ieri mattina all’Istituto Tecnico Commerciale “Rosa Luxemburg” possa essere opera di un gruppo politicizzato. A stabilire la natura dell’irruzione che è costata al vicepreside della scuola Mi­chele Bennardo il ricovero all’ospedale delle Molinette, saranno le indagini che sono state affidate alla Digos torinese. Erano da poco trascorse le 10 quando nel corridoio centrale al piano terra dell’istituto di corso Caio Plinio in zona Lingotto, sono entrati sei giovani: «Non erano ragazzi della scuola, ne sono sicura e nel gruppo c’era anche una ragazza - ha poi raccontato la bidella ai poliziotti -. Ho chiesto loro cosa stessero facendo ma non mi hanno neppure degnata di uno sguardo e sono passati oltre. Io li seguivo e cercavo di fermarli ma senza riuscirci». Superato l’ostacolo bidella, i sei giovani si sono impossessati di un grosso estintore che era riposto in un vano antincendio della scuola.

Manifestando un certo divertimento, tra lo sconcerto di alcuni studenti presenti in quel momento lungo il corridoio e quello della stessa bidella, hanno svuotato l’estintore del suo contenuto, riempiendo di schiuma pavimenti e muri. Attirato dal baccano, il vicepreside Bennardo si precipitava nel corridoio e affrontava il gruppo dei facinorosi: «Chi siete? Ma che state facendo? Fuori di qui, subito», intimava l’insegnante. E mentre qualcuno del gruppo già guadagnava l’uscita, «uno dei più facinorosi dei quei ragazzi - ha raccontato uno studente - si è avvicinato al professor Bennardo e gli ha sferrato un pugno in faccia».

Per fortuna, il vicepreside è riuscito a schivare, ma solo in parte, il “montante” ed è stato colpito in fronte. Ha barcollato e si è accasciato dolorante. Mentre i “bulli” fuggivano, studenti e professori hanno soccorso Bennardo e chiamato il 118. L’uomo è stato trasportato in ambulanza alle Molinette dove, dopo gli esami clinici, è stato medicato e dimesso. Raggiunto telefonicamente nella serata di ieri, il professore ha “tagliato corto”: «Stamattina a scuola non è successo nulla. Non ho intenzione di parlare». Un “no comment” doveroso in quanto l’insegnante ancora non è stato ascoltato dalle forze dell’ordine che lo interrogheranno solo questa mattina. Incredulità per l’accaduto tra i colleghi del corpo docente e, soprattutto, tra gli studenti del “Rosa Luxemburg”: «Quei ragazzi non li avevamo mai visti a scuola e neppure fuori dall’istituto. Perché siano venuti qui - hanno detto gli studenti ­ per noi resta un mistero».

Marco Bardesono Enrico Romanetto


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Fonte: www.cronacaqui.it - 11/11/2009

Insegnante aggredita in classe dalla madre di un alunno


Insegnante aggredita in classe dalla madre di un alunno

Napoli. Aggredisce in classe l'insegnante del figlio 'colpevole' di aver adottato un provvedimento disciplinare nei confronti del ragazzino. E' successo a Napoli, dove I.O., 40anni, e' stata denunciata dagli agenti del Commissariato di Polizia ''Scampia'' per aver aggredito stamani un'insegnante della Scuola Media ''Moscati'' di via Lombardia, all'interno dell'istituto scolastico.


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Fonte: Adnkronos - 11/11/2009

04 novembre 2009

Quattro ragazzi danneggiano la scuola per noia


Atti di vandalismo e bullismo alla scuola media di Falerna (Cz). Quattro sedicenni denunciati

Quattro ragazzi danneggiano la scuola per noia

Quattro ragazzi di sedici anni sono stati denunciati dai carabinieri a Falerna, nel catanzarese, per danneggiamento ed atti di vandalismo nella scuola media.
I quattro, tutti ex studenti della stessa scuola, sono stati identificati dai carabinieri ai quali hanno raccontato di aver compiuto il gesto senza un motivo preciso e perchè erano annoiati.
I ragazzi sono entrati nell’Istituto e, dopo aver gettato a terra documenti e banchi hanno imbrattato le pareti delle aule con scritte contro il dirigente scolastico e gli insegnanti.


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Fonte: http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com - 04/11/2009

21 ottobre 2009

Commando in azione: bidello picchiato


Napoli, assalto al liceo Umberto

Commando in azione: bidello picchiato

di ANNA MARIA ASPRONE

NAPOLI (21 ottobre) - Non una bravata ma una vera spedizione punitiva. E, cosa ancora più grave, il teatro d’azione del commando, formato da una ventina di giovani, è stato uno dei licei più antichi e rinomati in città: il Classico Umberto I in piazza Amendola.

Il raid è avvenuto nell’atrio dell’istituto, durante l’orario di scuola, mentre erano in corso i colloqui tra docenti e genitori. Incuranti di tutto e spavaldi al punto da buttare per aria chiunque cercasse di fermarli, una ventina di ragazzi, tra i 18 e i 20 anni, ieri mattina hanno fatto irruzione nel liceo. Probabilmente il loro obiettivo erano alcuni degli studenti, tanto che hanno cercato di guadagnare le scale per salire ai piani dove si svolgono le lezioni. E quando uno dei bidelli, che è addetto alla portineria, Tommaso Tafuro, 61 anni di Nola, ha tentato di fermarli non hanno esitato ad aggredirlo.

Prima gli hanno stretto le mani alla gola, spingendolo verso un muro, poi quando dopo essersi liberato, il bidello si è lanciato verso il cancello nel tentativo di bloccare l’uscita lo hanno sollevato di peso e, dopo averlo gettato per terra nell’atrio sono scappati via, senza riuscire a mettere a segno la loro missione punitiva. Momenti di vero panico soprattutto per i genitori e gli insegnanti, poiché quasi tutti i ragazzi erano ancora ai piani superiori, nelle loro classi a fare lezione.

Qualcuno giura di aver visto spuntare tra le mani di alcuni dei ragazzi del commando anche dei coltelli, ma di questo non c’è al momento nessuna certezza né alcuno è rimasto ferito da armi di qualsiasi tipo. «Devono uscire fuori, devono uscire fuori!». Questa la frase che in dialetto e ossessivamente continuava a gridare il gruppetto di teppisti. Ignoti i motivi della spedizione. Forse la risposta ad uno sgarro tra il commando e un gruppo di studenti dell’Umberto, avvenuto la sera prima o forse più probabilmente un litigio per una ragazza. Saranno le indagini avviate dagli inquirenti a stabilirlo

. Comunque, nel tentativo di fermare l’aggressione e aiutare il bidello anche un docente di filosofia ha rimediato una gomitata al fianco. La mamma di uno studente, magistrato di carriera, che si trovava nella scuola per i colloqui e al momento del blitz si trovava vicino alle scale, è subito salita al primo piano, dove ci sono gli uffici della presidenza e della segreteria e ha avvertito il preside Ennio Ferrara.

«Quando sono sceso giù nell’atrio erano già scappati - racconta il preside che si è insediato all’inizio di quest’anno scolastico nel liceo - ma ho subito provveduto a chiamare le forze dell’ordine. Dopo pochi minuti infatti sono arrivati i carabinieri. È troppo presto per poter leggere nel modo giusto questo episodio che pur non avendo provocato danni ingenti è comunque estremamente grave. Come primo intervento ho già provveduto personalmente a far installare una chiusura elettrica sul portone d’ingresso ma ho già chiesto alla Provincia di attivarsi per dotare l’istituto di un impianto antintrusione. Ho anche sollecitato - conclude Ferrara - la presenza fuori scuola all’entrata e all’uscita di una volante della polizia o di una macchina dei carabinieri per garantire la sicurezza anche all’esterno del liceo».

Una vigilanza che il preside da quando si è insediato e in assenza di pattuglie delle forze dell’ordine, effettua spesso personalmente. «Dopo il blitz sono stato fuori scuola in tutti e tre gli orari di uscita e ho fatto allontanare anche le moto degli ex alunni in sosta».

E sul tema della sicurezza a scuola è intervenuto anche il vicepresidente della I Municipalità Maurizio Tesorone «Ancora un episodio di microdelinquenza - ha detto - oggi più che mai si rende indispensabile l’installazione di telecamere collegate con la Questura. Le scuole dove mandiamo i nostri figli devono essere sicure - conclude Tesorone - e nonostante il tempestivo e meritevole intervento del preside dell’Umberto, chiediamo ai dirigenti di attivarsi in ogni modo per evitare il ripetersi di episodi del genere».



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Fonte: Il mattino (www.ilmattino.it) - 21/10/2009

20 ottobre 2009

Aggredisce l'insegnante lanciandole una sedia

Zen, aggredisce l'insegnante lanciandole una sedia

Uno studente di tredici anni ha aggredito mentre era in classe un'insegnante nella scuola "Falcone" dello Zen. Era passato da poco mezzogiorno quando la professoressa di lettere è entrata nell'aula di terza media per cominciare la lezione e ha invitato i ragazzi a prendere posto.
Uno degli alunni a questo punto ha afferrato una sedia e l'ha scagliata contro la docente, che è riuscita parzialmente a schivarla, ma è stata colpita al piede sinistro ed è rimasta ferita. La donna è stata immediatamente soccorsa dal preside, che nel frattempo ha telefonata al 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno allertato il 118.
L'insegnante è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Villa Sofia dove le hanno diagnosticato un trauma contusivo al piede sinistro con prognosi di 10 giorni. Il tredicenne, data l'età, non è imputabile.


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Fonte: http://palermo.repubblica.it - 20/10/2009

30 settembre 2009

Aggredita e picchiata maestra dai genitori che volevano portare il figlio in classe

Aggredita e picchiata maestra dai genitori che volevano portare il figlio in classe

Pagani. Aggredita e malmenata. è accaduto ieri ad una maestra della scuola elementare e materna "A. Manzoni" di via Garibaldi. Erano le 8.45 circa, quando i genitori di un bambino dell’ultimo anno della materna pretendevano di accompagnarlo fino in classe, in spregio al regolamento che, per motivi di sicurezza, prevede che i discenti vengano lasciati nell’atrio per essere condotti in aula dall’insegnante. • Qualche momento di tensione da parte dei restii genitori che, però, hanno dato in consegna il piccolo alla maestra. Dopo hanno cominciato a inveire contro un’insegnante, impegnata in un colloquio con i genitori di alcuni suoi allievi. La donna è stata picchiata. Il papá dello scolaro le ha tirato un pugno in pieno viso. La moglie l’ha graffiata. Immediato il ricorso ai Carabinieri retti dal tenente Mazzotta, ad opera della preside, Rosa Petrillo. • I genitori sono stati denunciati per violenza e minacce a pubblico ufficiale oltre che per interruzione di pubblico servizio. La dirigente: «E’ un atto gravissimo. Pagani, accanto a genitori rispettosi, presenta un’utenza particolare e difficile. Si può chiudere un occhio rispetto a qualche parola pesante, ma, l’aggressione non è tollerabile. Oltretutto la maestra è stata aggredita senza motivazione. Non è possibile immaginare che chiunque sia magari di cattivo umore possa permettersi di alzare le mani, tra l’altro, il tutto è successo alla presenza di bambini». L’assessore alla PI Aniello Sicignano: «Condanniamo l’episodio. Alla maestra vanno solidarietá e sostegno morale». Liliana Tortora


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Fonte: http://www.positanonews.it - 30/09/2009

27 giugno 2009

Sotto shock maestra aggredita dai genitori


Sotto shock maestra aggredita dai genitori
di Angerlo Ciavarella

SAN SEVERO Crescono in città le fibrillazioni ed i timori del personale scolastico di ogni ordine e grado per l’aggressione subita da alcune maestre della scuola elementare San Francesco, plesso di via De Palma.

Molte insegnanti di quella scuola sono ancora scioccate per l’aggressione subita da due colleghe, che durante la consegna delle pagelle, sono state picchiate dai genitori di alcuni alunni bocciati. Il grave episodio costato alcune contusioni ad una insegnate di quel circolo, secondo gli addetti ai lavori non può passare inosservato, perciò docenti ed insegnanti chiedono alle istituzioni locali di intervenire. Anche il sindaco Gianfranco Savino esprime sdegno per l’episodio che rende ancora più degradata l’immagine della città.
Il sindaco“Esprimo la più ferma condanna - spiega il primo cittadino -, per l’incivile e brutale aggressione subita da alcune insegnanti della scuola Elementare “San Francesco D’Assisi” da parte di genitori di piccoli alunni. Il vile gesto, commesso dinanzi ad altri genitori e bambini, rappresenta un episodio poco qualificante per la nostra comunità, diseducativo per i nostri giovani e profondamente offensivo per la scuola ed il corpo docenti, da sempre impegnato per la crescita sociale e culturale delle nostre nuove generazioni. Al dirigente scolastico di quella scuola, rivolgo quindi l’invito ad isolare ed emarginare tali episodi al fine di migliorare sempre di più la vita della nostra città”.
Il primo cittadino, inoltre, manifesta la più ferma e severa condanna per ogni forma di prevaricazione, specie se commessa nei confronti di lavoratori impegnati nella formazione dei giovani, come accaduto in questa circostanza. Ai docenti, in più, invia sentimenti di affettuosa solidarietà con l’auspicio e la certezza che il personale in servizio in quella struttura scolastica continui in maniera esemplare l’attività didattico - educativa.

Servizi socialiAnche i servizi sociali del Comune scendono in campo sulla vicenda. “Abbiamo intenzione – spiega il dirigente del settore sevizi sociali, Dino Totaro -, di parlare con insegnati e genitori per comprendere la dinamica dei fatti. Sia la bocciatura dei bambini che la razione violenta dei genitori evidenziano una situazione di disagio che deve essere approfondita. Quello che è accaduto è terribile. Si tratta di episodi che non dovrebbero mai succedere. Tuttavia si tratta di un problema complesso che deve essere affrontato con le attenzioni che il caso richiede. Come servizi sociali e come piano di Zona Alto Tavoliere faremo il possibile per attivare tutte quelle misure educative utili a prevenire certi fenomeni di disagio sociale”. Come si ricorderà alcuni genitori di ragazzi bocciati avevano affrontato una maestra picchiandola e fuggendo. Un gesto ignobile che aveva lasciato di stucco la comunità di docenti e i gentori. Ora la levata di scudi del personale insegnante e dello stesso sindaco che ripete: «Episodi come questi bisogna evitarli e ciascuno deve fare la sua parte».


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Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it - 26/06/2009

11 giugno 2009

Prof criticato su Facebook denuncia due studenti, il pm lo bacchetta


l'insegnante ha chiesto risarcimenti in denaro a tre famiglie, una ha pagato

Prof criticato su Facebook denuncia due studenti, il pm lo «bacchetta»


La procura dei minori chiede l'archiviazione: il docente «non ha messo in pratica l'educazione»

MILANO - L'anno scorso si è ritrovato su Facebook come protagonista di un «gruppo di discussione», nel quale però faceva una pessima figura. Ha sporto denuncia, e ora si ritrova «bacchettato» dal pm per aver fatto male il suo lavoro. La vicenda riguarda un professore d'inglese di un noto liceo milanese: la Procura dei Minori, nella richiesta di archiviazione del caso firmata da Annamaria Fiorillo, lo rimprovera perché «invece di ricercare un chiarimento con gli studenti» e di dialogare con loro ha deciso di sporgere querela per diffamazione, preferendo «la strada della punizione e del risarcimento» e perdendo «la preziosa occasione di mettere in pratica l'educazione, e cioè il suo mestiere, verso se stesso e verso gli studenti».

UNA FAMIGLIA HA PAGATO - L'inchiesta è stata aperta nei confronti di due liceali di 15 anni, uno dei quali l'anno scorso aveva creato su Facebook un «gruppo di discussione» sul cui erano apparsi apprezzamenti pesanti sui comportamenti del docente. Il professore di inglese, ritenendosi offeso, ha denunciato due dei tre alunni che, a suo avviso, lo avevano diffamato, nonostante si fossero scusati pubblicamente e fossero stati sospesi. Uno dei tre non è stato querelato percé la famiglia ha versato 5 mila euro di danni chiesti dall'insegnante. Gli altri due sono stati, invece, indagati perché i genitori si sono rifiutati di versare la cifra richiesta che, in un caso, è stata di 25 mila euro.



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Fonte: http://milano.corriere.it/ - 11/06/2009

03 giugno 2009

Gruppo choc su Facebook: «Ammazziamo la professoressa»


Gruppo choc su Facebook. Sospesi 8 studenti del Cirillo

«Ammazziamo la professoressa»

Non lo hanno scritto sul muro di fronte a scuola, ma in un gruppo fondato su Facebook. Così gli studenti di un liceo scientifico barese hanno scoperto, loro malgrado, come possa essere breve la distanza tra reale e virtuale: otto ragazzi e ragazze fra i 15 e i 17 anni sono stati sospesi. Con obbligo di frequenza spiegano dai corridoi dell’istituto «perché non perdano neanche un’ora di lezione e non smettano di imparare dal loro errore». Il battagliero gruppo di oltre cinquanta studenti dedicato alla docente di lingua straniera è stato scoperto per caso.

di Francesca Savino
«Ammazziamo la professoressa». Non lo hanno scritto sul muro di fronte a scuola, ma in un gruppo fondato su Facebook. Così gli studenti di un liceo scientifico barese hanno scoperto, loro malgrado, come possa essere breve la distanza tra reale e virtuale: otto ragazzi e ragazze fra i 15 e i 17 anni sono stati sospesi. Con obbligo di frequenza spiegano dai corridoi dell’istituto «perché non perdano neanche un’ora di lezione e non smettano di imparare dal loro errore». Il battagliero gruppo di oltre cinquanta studenti dedicato alla docente di lingua straniera è stato scoperto per caso.

Navigando in rete, occhi adulti hanno letto le frasi rivolte all’i nsegnante, sui metodi per «togliersela davanti» e «eliminarla» e hanno riconosciuto i visi e nomi dei ragazzi accanto alle parole consegnate al falso anonimato del web. La questione è finita poche ore dopo sulle scrivanie della presidenza: mentre il gruppo si dissolveva senza drammi per decisione degli stessi giovani fondatori, la commissione di vigilanza del convitto Cirillo si riuniva per scegliere insieme la linea da seguire. Otto studenti sospesi, una lettera di scuse affissa in tutte le classi e nessuna querela da parte della professoressa: è questo il bilancio finale della parabola di andata e ritorno da internet ai banchi di scuola.

La storia inizia ad aprile, quando il gruppo dedicato alla professoressa di lingua straniera viene scoperto e portato all’a ttenzione dell’intero istituto. La riunione dei vertici della scuola con i rappresentanti degli studenti e delle famiglie è il primo passo, ma non l’ultimo in quello che i professori del liceo chiamano «un percorso di comprensione della realtà». Perché sono in pochi ad avere dubbi: «Non è ancora finita». «C’era bisogno di una punizione esemplare» riflettono a una voce sola insegnanti ed educatori, annuiscono gli studenti e (quasi tutti) i genitori. «A quei ragazzi è sfuggita la mano: nelle loro intenzioni era uno scherzo, nei fatti è diventata una ferita aperta per l’insegnante e per tutta la scuola».

La commissione di vigilanza, riunita a metà maggio, decide di valutare diversamente le responsabilità: solo otto studenti vengono sospesi. Quattro di loro, i fondatori del gruppo “Ammazziamola”, per otto giorni, altri quattro che avevano invece aderito all’i nvito o si erano iscritti di propria iniziativa vengono sospesi per quattro giorni. «La cosa più assurda — confida un insegnante che preferisce restare anonimo — è che solo due di loro erano alunni dell’insegnante in questione: gli altri si sono aggiunti per puro spirito di emulazione».

Sul marciapiede davanti all’ingresso, ieri non c’era uno studente che non ne avesse sentito parlare. C’è anche chi il gruppo lo ha fondato, con altri compagni di scuola: è uno studente alto dallo sguardo mite e i capelli in perfetto ordine. «È stata una cosa senza peso» racconta senza ombre nello sguardo, prima di andare via perché «è arrivata mia madre a prendermi». Nessuno di loro — promettono dalla dirigenza — subirà altre conseguenze alla vigilia degli scrutini. «Ma per colpa loro abbiamo spostato un compito in classe» confida una ragazza iscritta al liceo scientifico per poi pentirsi subito dopo e aggiungere che «sono solo ragazzini, non avrebbero mai fatto male a nessuno».

Gli otto studenti e studentesse puniti con la sospensione hanno tutti fra i 15 e i 17 anni: nessuno di loro affronterà gli esami di maturità quest’estate. Qualche genitore però, preoccupato dagli effetti delle scorribande in rete dei ragazzi, promette battaglia se la questione dovesse approdare anche sui tabelloni di fine anno. Dopo aver scoperto gli effetti reali della piazza virtuale, però, gli otto ragazzi hanno deciso di tornare a scrivere al computer: insieme hanno preparato una lettera di scuse, stampata e appesa in tutte le aule dell’istituto.


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Fonte: www.larepubblica.it - 03/06/2009

30 maggio 2009

Cesena, docente sospeso per questionario su ora alternativa


Cesena, docente sospeso per questionario su ora alternativa

Il prof Alberto Marani, docente di matematica e fisica presso il Liceo Scientifico “Righi” di Cesena è stato sospeso dalle proprie funzioni e dallo stipendio per due mesi, sanzione decisa dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì-Cesena.
La motivazione principale è l’avere condotto un’indagine nelle proprie classi per rilevare che percentuale di studenti sceglierebbe la materia alternativa qualora l’istituto la programmasse (finora non è mai stata programmata, e solo 2 studenti su 1300 l’hanno comunque richiesta). Nel questionario ciascuno doveva indicare quale insegnamento avrebbe scelto (fra Religione cattolica, Storia delle religioni e Diritti umani) qualora la scuola le programmasse tutte e tre.
I risultati sono stati i seguenti:
11,3 % sceglierebbero Religione Cattolica
88,7% sceglierebbero una materia alternativa
(23,9% Storia delle religioni; 64,8% Diritti umani)
Il Collegio Docenti aveva quindi pienamente recepito le proposte del prof Marani, deliberando la necessità di programmare in anticipo la Materia Alternativa e di offrire agli studenti, in modo esplicito e dettagliato, questo tipo di attività formativa. La cosa però ha fatto infuriare gli insegnanti di religione e i cattolici integralisti all’interno del liceo, i quali tramite una lettera di Don Stefano Pasolini, docente di Religione delle classi coinvolte nel questionario, hanno lamentato all’Ufficio Scolastico Regionale che il prof Marani avrebbe offeso, con quel questionario, il proprio collega di Religione. E’ scattata così l’incredibile sanzione, inaudita e pesantissima. L’ispettrice inviata dall’Ufficio scolastico Regionale, Rosanna Facchini, ha persino diffidato il docente dal fare conoscere agli alunni i risultati dell’indagine. All’accusa già riportata è stata aggiunta quella di avere affisso nelle bacheche della scuola, durante il bombardamento di Gaza, 5 immagini di Handala (il bambino palestinese scalzo e sofferente) dopo averle stampate usando la stampante della scuola.



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Fonte: http://www.uaar.it/news - 30/05/2009

20 maggio 2009

Alunno colpisce al volto un'insegnante nella scuola


Cronaca. La donna, originaria di un comune della Costa d'Amalfi, avrebbe riportato conseguenze al setto nasale e per questo sarebbe stata trasferita presso il pronto soccorso di Castiglione per le cure del caso; il ragazzo dovrebbe essere di Ravello

Amalfi: alunno colpisce al volto un'insegnante nella scuola

Costiera Amalfitana. Non avrebbe gradito il giudizio su una recente interrogazione e durante un colloquio con la professoressa le avrebbe sferrato un colpo al viso.
Sarebbe questa la dinamica del deprecabile episodio verificatosi stamani in una scuola superiore di Amalfi.
Protagonista pare sia stato un ragazzo di Ravello che subito dopo l'intemperanza contro l'insegnante di materie scientifiche, si è mostrato subito pentito e preoccupato.

La donna, originaria di un comune della Costa d'Amalfi, avrebbe riportato conseguenze al setto nasale e per questo sarebbe stata trasferita presso il pronto soccorso di Castiglione per le cure del caso. Sulla vicenda, il preside della scuola, che al momento dell'episodio pare non fosse nell'istituto, sembrerebbe essere intenzionato ad adottare provvedimenti.
"Si tratta di un episodio grave anche se circoscritto", dicono dalla scuola. Ora la vicenda sarà approfondita per stabilire bene i motivi che hanno determinato il gesto del ragazzo


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Fonte: http://www.ilfogliocostadamalfi.it - 20/05/2009

23 aprile 2009

Padre furioso picchia il prof con una chiave inglese


Padre furioso picchia il prof con una chiave inglese

Il figlio di 11 anni, con molti problemi di disciplina, era stato preso per un orecchio dal supplente. Il genitore aveva già denunciato la preside e un'insegnante. Il docente aggredito ne avrà per 8 giorni

Bologna. Ha aspettato che arrivasse a scuola l’insegnante del figlio, è sceso dalla macchina e l’ha colpito ripetutamente con una chiave inglese. Il tutto davanti ad alcuni professori e diversi alunni. E’ accaduto ieri mattina, poco dopo le 8, in una scuola media della città. Sul brutto episodio ora indagano i carabinieri, dopo che la vittima dell’aggressione ha sporto denuncia. Per ricostruire la vicenda, i militari stanno sentendo tutte le parti in causa, compreso ovviamente il padre manesco, indagato (come atto dovuto vista la denuncia) per il reato di lesioni. L’aggressione di ieri è infatti solo l’ultimo tassello di una storia ben più articolata, su cui è ovviamente informata la preside della scuola.

TUTTO nasce dal comportamento non proprio da alunno modello del figlio dell’indagato.
Si tratta di un ragazzino di 11 anni che frequenta la seconda. Fin dall’anno scorso, il suo atteggiamento in classe è descritto dagli insegnanti come disastroso. Strafottente con prof e compagni, disattento durante le lezioni, tanto da creare spesso disturbo a tutti. Per questo viene ripreso quasi quotidianamente, ma lui non cambia atteggiamento. La preside l’ammonisce: «O righi dritto o non vai in gita di fine anno». Lui continua come se nulla fosse e la preside mette in atto la minaccia. A maggio i compagni vanno in gita senza il ragazzino. Quando il padre, bolognese, di professione impiegato, viene a saperlo, non rimprovera il figlio. Tutt’altro. Chiama l’avvocato e, alla ripresa del nuovo anno scolastico (lo scorso autunno), denuncia la preside, che finisce sotto inchiesta e viene anche sentita dalle forze dell’ordine.

SECONDA puntata: due mesi fa il turbolento alunno colpisce con un pugno alla schiena una compagna di classe, dopo una lite scoppiata per motivi banali. Viene chiamata l’ambulanza a scuola, la ragazzina subisce i postumi della botta per i giorni a seguire. Dopo un incontro fra i genitori, si decide di non sporgere denuncia.
Terza puntata: un mese fa la professoressa di tecnica sta facendo lezione e il discolo disturba. Si alza dal posto, passeggia per la classe, non ubbidisce ai richiami. La prof lo manda fuori dall’aula, lo mette seduto su una sedia in corridoio, tenendo la porta aperta per controllarlo. Appena il padre viene informato, scatta una nuova denuncia, stavolta contro la prof di tecnica, che finisce pure lei sotto inchiesta.

E COSI’, in questo clima, arriviamo all’ultimo episodio. Martedì arriva a scuola il supplente di italiano. E’ un giovane laureato al suo primo giorno di supplenza in quella scuola. Nessuno lo mette in guardia dal ragazzino ‘terribile’ che si ritroverà in classe. Comincia la lezione e, puntualmente, il piccolo bullo si mette in mostra: fa domande volutamente provocatorie, cammina per la classe. Il supplente reagisce in modo duro. "Io non sono una femminuccia — urla —, non mi rompere i c...". Poi prende per l’orecchio l’alunno, lo trascinandolo al suo posto. A quel punto il ragazzino si calma e se ne sta buono buono fino al termine delle lezioni. Quando va a casa, racconta tutto al padre.

LA MATTINA dopo, cioè ieri, il genitore porta il figlio a scuola in macchina e attende l’arrivo del supplente. Quando il giovane insegnante arriva, scende dall’auto e l’affronta nel cortile della scuola. In mano ha una chiave inglese, o forse un spranga. Cala l’oggetto metallico ripetutamente sul supplente, che tenta disperatamente di proteggersi con le braccia. Viene colpito più volte al braccio. Diverse persone assistono alla scena, fra insegnanti e alunni. Arriva anche la vicepreside. Il bidello chiama il 118 e i carabinieri. All’arrivo dell’ambulanza e della gazzella dei militari, il genitore si è già allontanato dalla scuola. L’insegnante viene portato all’ospedale e medicato. Ne avrà per otto giorni. Poi viene portato in caserma dove sporge regolare denuncia. Tutta la scuola, intanto, resta sgomenta. Fra le aule e nei corridoi si respira un clima di grande tensione. Ieri non si è svolto l’intervallo e tutti hanno avuto la consegna del silenzio.

di Matteo Alvisi e Gilberto Dondi


***

Oltre al padre 'furioso' in castigo anche il prof

Il supplente delle medie picchiato dal genitore di un ragazzo turbolento ora è indagato insieme all'aggressore: "Aveva preso l'allievo per il collo". La famiglia aveva già denunciato la preside.

BOLOGNA. Tre settimane fa un decreto del Tribunale per i minorenni, facendo seguito a una segnalazione della preside, ha disposto l’affidamento del tredicenne ai servizi sociali. Segno che gli episodi degli ultimi giorni non sono che l’epilogo di una situazione già problematica, all’interno della scuola media cittadina frequentata dal ragazzino.

NEI GUAI, ora, non c’è solo il padre accusato di avere picchiato mercoledì il supplente di italiano, ma lo stesso professore che il giorno precedente avrebbe punito con modi troppo bruschi il ragazzino. «Di certo il supplente non andrà più in quella classe — afferma la dirigente scolastica —. Lui è stato barbaramente aggredito ma egli stesso non si era comportato affatto bene. Era al primo giorno di supplenza della sua vita. Era stato avvertito da più persone della situazione difficile della classe, della presenza di questo ragazzo, ma evidentemente ha perso la pazienza». L’insegnante di italiano non ha però avvertito nessuno di quanto era accaduto durante la lezione. «Io l’ho saputo martedì sera da altri genitori — spiega la preside dell’istituto comprensivo —. Il professore non si era reso conto del suo sbaglio e non ha riferito nulla, né ai colleghi né a me. Quando mi hanno raccontato ho pensato ‘domani vado a scuola’, ma non ho fatto in tempo perché il mattino successivo c’è stata l’aggressione. Che, comunque, non è avvenuta a scuola ma in un cantiere dove il prof era finito per caso sbagliando strada». La dirigente ha avviato un procedimento disciplinare: «In classe c’è già un’altra insegnante. Al supplente, che ho ammonito oralmente e ho trovato piuttosto stravolto, farò un avvertimento scritto e per eventuali ulteriori responsabilità manderò la documentazione all’Ufficio scolastico provinciale». All’avvocato Fabio Chiarini, il padre del tredicenne indisciplinato ha riferito che «i fatti non si sono svolti così come sono stati raccontati». «Non è stato un pestaggio ma una colluttazione da ambo le parti — si è difeso il genitore —. Io e mio figlio, che non andava a scuola, passavamo di lì per caso e mio figlio ha riconosciuto il prof. Abbiamo accostato e lui ha detto: ‘Io vorrei chiarire l’accaduto di ieri’». poi il parapiglia. L’uomo nega di avere utilizzato spranghe o chiavi inglesi nella rissa.

I GENITORI del tredicenne accusano inoltre la scuola, e in particolare la dirigente, di avere discriminato e ‘mobbizzato’ l’alunno per due anni. «Il mio ufficio non è nemmeno nella stessa scuola — afferma la dirigente —. Io l’ho visto due volte l’anno scorso e tre quest’anno. Non so come avrei potuto tenere comportamenti discriminatori. Noi abbiamo sempre cercato di tenere una strategia che gli consentisse di controllare le sue azioni. E’ un ragazzo intelligente, che potrebbe imparare ma il suo comportamento rende difficili le lezioni non solo per lui ma anche per gli altri. Purtroppo i suoi genitori non riconoscono il problema». «Questo non è vero — ribatte l’avvocato Chiarini — perché il padre e la madre sono stati collaborativi e dialoganti, come dimostrano gli incontri con i servizi sociali e prima ancora con la psicologa».

«SEMMAI — sottolinea invece la preside — ho rischiato di discriminare gli altri venti bambini perché per seguire quel ragazzino ho speso soldi che potevano andare su progetti a beneficio di tutti. La discriminazione non l’ho fatta non mandandolo in gita ma prima, quando non l’ho punito come avrei fatto con gli altri ragazzi. Normalmente, si lascia correre quando c’è una documentazione sanitaria che certifica un problema». Il tredicenne non è ancora rientrato in classe: per lui si sta studiando un percorso personalizzato che gli consenta di concludere l’anno scolastico senza che sorgano altri problemi. Ma per farlo occorrerà il consenso di tutti, a cominciare dalla famiglia.



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Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com - 23 e 24 aprile 2009

09 aprile 2009

Un genitore picchia il prof a Brescia


Un genitore picchia il prof al Golgi di Brescia

Si è conclusa con un pugno in faccia sferrato dal padre di un’allieva di quinta sul volto di un insegnante una discussione nel consiglio di una classe quinta dell’Itc Camillo Golgi di via Rodi a Brescia.
Il tutto per un compito in classe, una simulazione della prova dell’esame di maturità, i cui contenuti non erano piaciuti agli studenti perché chiedevano conto - pare - di argomenti del programma che non erano stati adeguatamente trattati durante l'anno. La questione ha provocato prima un’accesa discussione in aula, durante la quale il docente avrebbe anche tirato un calcio a un banco, e poi la reazione sconsiderata del genitore.
L'insegnate si è prima recato al pronto soccorso della Poliambulanza, dove i medici l’hanno giudicato guaribile in sei giorni. Poi è andato dai carabinieri dove ha sporto denuncia per lesioni, ingiurie e minacce. Nella denuncia si legge che un’alunna avrebbe minacciato il prof davanti a tutta la classe durante la discussione avvenuta in aula: "Mando mio papà che ti spacca la faccia". Cosa puntualmente verificatasi qualche giorno dopo durante il consiglio del quale fa parte anche il genitore.
La rappresentanza sindacale del Golgi ha espresso solidarietà al prof : "L’aggressione, avvenuta a scuola, durante un consiglio di classe, da parte di un genitore non può avere attenuanti", si legge in una nota. "Anzi riflette il clima sociale impazzito che da tempo ci troviamo a fronteggiare. Occorre reagire con iniziative tempestive ed efficaci, esistono delle procedure per regolare i conflitti e per mettere chi ha danneggiato la tranquillità del nostro lavoro di fronte alle sue ovvie responsabilità".


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Fonte: www.quibrescia.it - 09/04/2009

Genitori minacciano e picchiano l'insegnante della figlia


Genitori minacciano e picchiano l'insegnante della figlia

Due genitori sono finiti alla sbarra, di fronte al giudice di pace U. P.. L'accusa aver ingiuriato, minacciato, picchiato e procurato lesioni alla insegnante di disegno professionale della loro figlia.

Il fatto è accaduto a Viareggio, nel 2004, quando la studentessa frequentava il primo anno all'Istituto Professionale Marconi. La ragazza , nella prima pagella, aveva riportato due gravi insufficienze nella materia, un due e un tre, e l'insegnante, da quanto esposto dalla stessa all'udienza, aveva convocato i genitori per un colloquio al quale sarebbe dovuto essere presente anche il preside della scuola.

Appuntamento al quale babbo e mamma non si erano però presentati, andando a cercare la professoressa solo dopo alcuni giorni. I genitori, da quanto emerso, avrebbero avuto da ridire sul voto in pagella e si sarebbero poi scagliati contro l'insegnante. L'aggressione, prima verbale e poi fisica, sarebbe accaduta nei corridoi, alla presenza di due bidelli e l'insegnante, refertata all'ospedale con una prognosi iniziale di venti giorni per contusione ad una mano, la sinistra, aveva poi presentato una denuncia, sfociata nelle aule del Tribunale di Lucca, sezione distaccata di Viareggio.

Alla prima udienza la parte lesa si è costituita parte civile con il suo legale, avvocato S. G., chiedendo un risarcimento dei danni materiali e morali per trentamila euro. La difesa dei due imputati, affidata all'avvocato E. B., forte di una perizia medica richiesta dalla Procura della Repubblica di Lucca, per la quale sembra che la professoressa soffrisse di una patologia pregressa all'arto, ha prodotto anche una serie di certificati medici fatti alla studentessa dal medico curante dai quali si evince uno stato di ansia della ragazza, forse dovuto al non buon rapporto con la sua insegnante, e la copia della pagella, dove l'unica insufficienza sarebbe quella della materia di disegno professionale.

Se si dovessero picchiare i professori “rei” di aver dato un brutto voto a uno studente, molti genitori starebbero scontando non pochi anni di anni di carcere. Rimane ora da stabilire, e sarà il magistrato a deciderlo, se gli imputati sono o no responsabili dei fatti di cui a processo. Il prossimo 22 luglio, intanto, verranno ascoltati i due bidelli.

Letizia Tassinari


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Fonte: www.viareggino.com - 09/04/2009

05 aprile 2009

Criticano prof su Facebook: sospesi


Criticano prof su Facebook: sospesi

Nei guai ragazzini delle medie a Pavia

Alcuni studenti di una terza media di Pavia sono stati sospesi per aver criticato una loro insegnante su Facebook. I ragazzi hanno prima creato un gruppo sul social network, inserendo anche alcune foto della loro docente; quindi hanno riportato i loro giudizi. Affermazioni che, secondo i responsabili della scuola, mettono in discussione anche la professionalità dell'insegnante, e per questo è scattata la sospensione.Non appena il preside della scuola media di Pavia ha deciso di sospendere alcuni allievi di una terza classe per le diffamazioni comparse su Facebook ai danni di una loro insegnante, gli autori hanno immediatamente cancellato il gruppo di discussione incriminato apparso sul social network. La direzione della scuola non ha voluto rilasciare commenti sui provvedimenti presi, ma non ha nemmeno escluso che la sospensione possa comportare un cinque in condotta, con il rischio quindi di una bocciatura per i ragazzi. Nei giorni scorsi sulle pagine di Facebook erano comparse frasi diffamatorie e apprezzamenti di dubbio gusto su un'insegnante, di cui erano stati pubblicati sia il nome sia alcune foto. Tra i commenti apparsi sul sito, anche affermazioni che mettevano in dubbio le competenze professionali dell'insegnante. "Durante le sue lezioni io non faccio niente", ha scritto con candore uno degli allievi, ignorando le conseguenze di una simile confessione.



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Fonte: /www.tgcom.mediaset.it - 05/04/2009

03 aprile 2009

Terni, insegnante preso a bastonate in cortile scuola


Terni, insegnante preso a bastonate in cortile scuola

Il preside: ''Il docente, che insegna ai corsi di post qualifica di informatica 3D, non fa nessuna prova agli studenti, con cui tra l'altro ha un buonissimo rapporto, perchè non gli compete mettere voti, quindi non siamo in grado di fare nessuna ipotesi''

Terni, 3 apr. - (Adnkronos) - Un insegnante di 33 anni e' stato aggredito a bastonate questo pomeriggio verso le 14.40 nel cortile dell'istituto professionale 'Casagrande' di Terni. Secondo il racconto della vittima, un uomo con il volto coperto, che era nascosto dietro una colonna del cortile della scuola, lo ha colpito ripetutamente con un bastone, poi si e' dileguato.

''Il docente che insegna ai corsi di post qualifica di informatica 3D non fa nessuna prova agli studenti, con cui tra l'altro ha un buonissimo rapporto, perche' non gli compete mettere voti, e quindi non siamo in grado di fare nessuna ipotesi'', spiega all'ADNKRONOS il preside dell'Istituto, Giuseppe Metastasio.

A quell'ora, aggiunge, ''non ci sono molte persone nel cortile visto che i corsi della mattina terminano alle 13.40 mentre quelli del pomeriggio riprendono alle 15''. Dopo l'aggressione il docente e' entrato nella scuola dove e' stato soccorso da una collaboratrice scolastica che ha immediatamente avvisato il preside, la polizia e il 118. Ora e' ricoverato all'ospedale di Terni.


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Fonte: http://www.adnkronos.com - 03/04/2009

28 marzo 2009

Adesso gl'insegnanti hanno paura degli studenti

Milano, adesso gl'insegnanti hanno paura degli studenti

A SCUOLA S’IMPARA A DIVENTARE BALORDI

Prof minacciati e pestati, gli alunni stranieri “padroni” delle aule

”La causa del clima di disprezzo e intimidazione? E' colpa nostra”
di Giulio Ferrari. Milàn – “Non mandate nelle scuole statali i vostri figli: i ragazzi ne usciranno dei balordi e le ragazze delle prostitute”. E’ un appello sconcertante quello lanciato, attraverso il Padano.com da alcuni insegnanti delle medie superiori milanesi. Hanno paura, ma non ne possono più: se non fosse perché “senza stipendio non si campa” lascerebbero subito la scuola, dove oggi non possono esercitare con dignità la loro missione educatrice.

UN INFERNO.“Viviamo in un clima di disprezzo e intimidazione – raccontano -, abbiamo il terrore di venire aggrediti, a scuola ma anche e soprattutto per strada, sotto casa. Abbiamo paura anche per i nostri cari: non sono mancati persino episodi di figli d’insegnanti picchiati da chi voleva vendicarsi d'un brutto voto o di un rimprovero. E poi le scritte sui muri, i vandalismi alle abitazioni e alle auto, le telefonate notturne… E’ un inferno”.

SENSO DELL’AUTORITA’. Sono prof, ma anche maestri e maestre, sull’orlo di una crisi di nervi quelli che denunciano l’impossibilità di insegnare nella scuola democratica e multirazziale. “Oggi si è smarrito del tutto – ammettono - il senso dell’autorità e c’è chi, forse, a questo principio è del tutto refrattario, come gli allievi nordafricani o figli di nordafricani… per loro se non ti sai imporre con la forza non vali niente”.

CULTURA DEL DIALOGO. Così gli insegnanti, educati alla “cultura del dialogo” vanno in tilt. In alcune scuole milanesi si è pensato addirittura di allestire un servizio di sostegno per “professori abusati”. All'istituto tecnico professionale Ferraris Pacinotti, dove si sono verificati diversi episodi di violenta ribellione, una psicologa dell’Asl assiste gli insegnanti vittime della perfidia degli studenti.

LETTINO DELLO PSICOLOGO. Dal lettino dello psicolo alla barella del pronto soccorso il tragitto è breve, e non lo percorrono solo gli insegnanti lombardi. Negli ultimi tempi dalla categoria arriva un bollettino di guerra, con feriti e persino morti, come nel caso di un insegnante di musica perseguitato da studenti e stroncato dall’infarto. Da rilevare che, nella maggior parte dei casi, le violenze ai danni di insegnanti sono compiute da allievi extracomunitari. La settimana scorsa un professore 50enne di un istituto superiore di Reggio Emilia, l’Alberto Simonini, è stato aggredito da quattro studenti sedicenni figli di stranieri. I giovani hanno "punito" il professore che voleva proibire loro di fumare a scuola: uno di loro gli ha sputato in faccia e lo ha preso a pugni. La preside ha chiamato la polizia ma la vittima non ha voluto sporgere denuncia.

TI FACCIAMO A PEZZI. Un paio di settimane prima, il 5 febbraio, a Torino tre studenti nordafricani hanno compiuto addirittura una spedizione punitiva contro un insegnante che aveva osato sospendere un loro amico. La vittima si chiama Pietro Mastrota: i delinquentelli stranieri lo hanno aggredito in un corridoio colpendolo con calci e pugni. Prima di ansarsene, terminato il “trattamento”, gli hanno detto: “Sappiamo dove abiti, ti facciamo a pezzi, figlio di puttana”. E già con quel pestaggio ci sono andati vicino: “A momenti mi ammazzavano”, ha dichiarato l’insegnante ai carabinieri.

SITUAZIONE INSOSTENIBILE. Episodi-fotocopia di tanti altri che accadono quotidianamente in diverse scuole padane. “In molti casi la situazione è insostenibile”, commentano gli insegnanti che ammettono anche le responsabilità della classe docente: “Molti di noi hanno predicato parole d’ordine sessantottine di ribellione ad ogni autorità, in tanti hanno scambiato l’insegnamento per una sistematica opera di demolizione dei valori su cui si regge una società ordinata, troppi si sono comportati come se gli stranieri fossero i padroni di casa: adesso tutta la scuola ne sta pagando il prezzo”.


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Fonte: http://www.ilpadano.com - 28/03/2009

23 marzo 2009

Insegnante aggredito da genitore a Bagnoli

Insegnante aggredito da genitore a Bagnoli

Il fatto è accaduto qualche giorno fa. Ma la notizia è venuta fuori solo oggi. Un'aggressione a
scuola non ha avuto cosenguenze gravi grazie al tempestivo intervento dei carabinieri.
L'episodio è accaduto in una scuola superiore di Bagnoli Irpino, dove il papà di un alunno s'è
scagliato contro un professore. I Carabinieri della Compagnia di Montella, già in servizio
esterno per le attività di controllo del territorio predisposte dal Comando Provinciale di Avellino,
sono stati chiamati ad intervenire presso una scuola superiore dell’Alta Irpinia. Una telefonata
alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Montella aveva segnalato la presenza di un genitore di
un alunno particolarmente esagitato e che stava creando una situazione di vero e proprio
panico all’interno del plesso scolastico. I Carabinieri della Compagnia di Montella, infatti, arrivati
all’interno della Scuola, hanno effettivamente trovato il padre di un ragazzo, che in preda ad un
vero e proprio raptus aveva appena danneggiato gli uffici del bidello e della segreteria,
rovesciando mobile e danneggiando apparati informativi. I Carabinieri di Montella, raccolte le
prime testimonianze, hanno avuto modo di ricostruire la dinamica dell’inspiegabile esplosione di
violenza: il genitore aveva prima aggredito sia verbalmente che fisicamente uno degli insegnanti
del figlio, dopo di che, anche grazie all’intervento degli altri insegnati accorsi in difesa del
collega, si era allontanato chiudendo con la sua macchina l’unica strada utile per uscire dal
parcheggio e bloccando di fatto tutte le macchine parcheggiate, nel tentativo di impedire
all’insegnate appena aggredito di allontanarsi dalla scuola con il chiaro intento di reiterare la
propria aggressione. Non soddisfatto, dunque, aveva deciso di ritornare al piano superiore
nuovamente alla ricerca dello stesso insegnante ma, non trovandolo, aveva deciso di scaricare
le proprie ire contro il materiale della scuola, distruggendo, suppellettili, monitor e fotocopiatrici.
I Carabinieri di Montella intervenuti, tuttavia, hanno cercato di capire il motivo dell’aggressione
e, grazie alla proficua attività info-operativa e confortati anche da alcuni spunti informativi
derivanti dall’approfondita conoscenza del territorio e della realtà locali, sembrerebbe che le
regioni che avrebbero portato il genitore ad aggredire sarebbero riconducibili ad un
comportamento improntato ad una minore professionalità tenuta dall’insegnante aggredito nel
corso di un diverbio verificatosi in aula nella prima mattinata ed originato per futili motivi, tra il
proprio figliolo ed un altro alunno della stessa scuola. I Carabinieri di Montella, infatti, stanno
cercando di capire la fondatezza di tali accuse visto che più precisamente sembrerebbe che,
poco prima dell’aggressione, all’interno dell’aula e nel corso di una lezione, l’insegnante
esasperato dal comportamento degli alunni, tra cui il figlio dell’aggressore, non sarebbe riuscito
a gestire la situazione con adeguata professionalità, provocando anzi un risentimento
dell’alunno, che nell’occasione sarebbe rientrato a casa e riferito il tutto al padre. Il ragazzo,
scoppiato in lacrime per le asserite offese ricevute, avrebbe abbandonato la lezione e sarebbe
ritornato di corsa a casa dove, ancora in lacrime e singhiozzante, avrebbe raccontato al padre
quanto gli era accaduto. Il genitore, evidentemente colpito dal racconto del proprio figliolo,
avrebbe deciso di andare a scuola a chiarire l’intera spiacevole vicenda con l’insegnate.
Tuttavia, una volta arrivato a scuola ed iniziata la conversazione con il professore, la situazione
sarebbe degenerata ed improvvisamente si sarebbe avventato contro l’insegnante. Dunque,
l’intervento degli altri alunni e degli insegnanti presenti evitava che l’aggressione potesse avere
ulteriori conseguenze per il professore aggredito ma faceva irritare evidentemente e
maggiormente il genitore che, addirittura, bloccava tutti nella scuola con la sua macchina e si
scagliava contro gli uffici della scuola danneggiandoli e creando panico tra le persone presenti.
Alla luce delle risultanze investigative acquisite dai Carabinieri e dalle testimonianze raccolte
anche con la necessaria presenza dei Servizi Sociali, in ogni caso, si accertava che l’esatta
dinamica dei fatti confermando l’aggressione ed il danneggiamento ad opera del genitore
mentre sarebbe ancora in fase accertamento quanto accaduto all’interno della classe circa il
comportamento del professore o degli altri alunni coinvolti nella lite che sarebbe alla base
dell’intera spiacevole vicenda. I Carabinieri, per il momento, hanno chiarito la posizione del
genitore e lo hanno denunciato in stato di libertà per “violenza privata” e “danneggiamento
aggravato”, mentre proseguono gli accertamenti per verificare la posizione delle altre persone
coinvolte, il professore in primis.


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Fonte: www.irpiniaoggi.it - 23/03/2009

Un bambino di nove anni manda la maestra all'ospedale


Centocelle, un bambino di nove anni manda la maestra all'ospedale
Il direttore della scuola: «Rispetto per il bambino»

ROMA - Un bimbo di una scuola elementare ha colpito al torace con un pugno la sua maestra, che è dovuta ricorrere alle cure del 118 e dei medici dell’ospedale Vannini di Roma. L’episodio è avvenuto durante la ricreazione nella scuola Renzo Pezzani, nel quartiere romano di Centocelle. La maestra è stata soccorsa immediatamente dal 118 e portata in codice verde in ospedale, con difficoltà respiratorie e una forte contusione al petto. Dopo pochi minuti, come si apprende da fonti sanitarie, si è ripresa, ma sarebbe ancora sotto choc . Lo riferisce l'avvocato della donna, Gianluca Arrighi, che precisa che il bambino «violento, già in passato aveva dato in escandescenze».


SOSTEGNO - Secondo quanto ha raccontato la maestra al suo avvocato il bambino, che di solito è seguito da un insegnante di sostegno, si stava scagliando contro una sua compagna di scuola, rovesciandole un banco sulla testa dopo che era caduta per terra. Quando la donna è intervenuta per difendere la bambina, facendo da scudo, l'allievo ha colpito la maestra con una raffica di pugni molto forti allo sterno.

INCHIESTA - L'avvocato della donna chiede un'inchiesta interna. «Accerteremo il responsabile di quello che è accaduto, a partire dalla scuola, e chiederemo che venga avviata un'inchiesta interna. L'insegnante di sostegno non c'era in quel momento, probabilmente perchè si divide tra quattro bambini, ed è intervenuta in un secondo momento. Gli stessi genitori hanno capito il problema e hanno chiesto l'insegnante di sostegno. Il problema è della scuola che deve tutelare l'incolumità degli alunni, degli insegnanti e del bambino stesso che naturalmente non ha colpa». La maestra, ha dichiarato l'avvocato Arrighi, «è ancora molto spaventata, anche perchè a Roma è sola, dato che il marito, un ufficiale dell'esercito, è fuori città. Comunque già oggi sarà dimessa dall'ospedale».

TUTELARE IL BAMBINO - «Tutelare il bambino e gli operatori scolastici che ogni giorno con competenza e passione lavorano per assicurare l'integrazione di ogni bambino». Così il direttore scolastico della scuola Renzo Pezzani commenta l'episodio accaduto stamani nell'istituto dove un alunno di nove anni ha dato un pugno ad un insegnante. «L'alunno in modo repentino ed improvviso ha colpito l'insegnante che ha ritenuto opportuno chiamare il 118 per farsi visitare» spiega il direttore scolastico, «precisiamo che tutto il personale della scuola in quel momento era sul posto di lavoro e che l'insegnante di classe stava svolgendo il suo servizio». In quanto al bambino, il dirigente ha ha invitato i media al rispetto. «La situazione dell'alunno è conosciuta e affrontata sistematicamente dalla scuola e dai servizi territoriali sin dalla scuola dell'infanzia. Invitiamo i giornalisti a mettere in atto forme di rispetto per l'alunno e la famiglia e per gli operatori scolastici che ogni giorno con competenza e passione lavorano per assicurare l'integrazione di ogni bambino».


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Fonte: http://www.corriere.it - 23/03/2009

22 marzo 2009

Studente sputa a un professore e lo picchia per una sigaretta


Studente sputa a un professore e lo picchia per una sigaretta

E' accaduto al centro di addestramento 'Simonini'. L'insegnante aveva ripreso il ragazzo per una sigaretta accesa, il giovane lo ha aggredito. La vicenda è stata resa nota dalla Polizia ma il docente non ha sporto denuncia

Reggio Emilia, 22 marzo 2009. Uno sputo e un cazzotto in pieno viso. Risultato? Nessuna denuncia. Fin qui può sembrare tutto “normale”, una lite ricomposta senza il bisogno di avvocati e tribunali, ma, come vedremo, in questa storia non c’è nulla di normale. «E non è nemmeno una storia di bullismo: questa si chiama delinquenza. Punto», il commento del primo dirigente dell’Anticrimine, Cesare Capocasa, che ha raccontato la storia.

È PIÙ O MENO l’ora di ricreazione, l’altro giorno, in una scuola della città: il centro di addestramento professionale “Alberto Simonini”, una struttura in zona Buco del Signore, pagata coi soldi della Provincia che rilascia diplomi professionali per elettricisti e idraulici dopo corsi teorico-pratici.

DAI BANCHI di una classe mancano in quattro: uno è maggiorenne ed era stato sospeso, gli altri tre, minorenni fra i 16 e i 17 anni, avevano bigiato le lezioni. Sono amici, formano una “cricca”, sono della stessa origine. Evidentemente affezionati alla scuola, i quattro tornano ugualmente presso l’istituto. Forse a mo’ di sfida o forse, più semplicemente, andare a fare ricreazione assieme agli altri compagni.

«IL PIÙ GRANDE entra a scuola, va alla macchinetta automatica delle vivande», continua Capocasa: dietro di lui il codazzo degli altri tre. Prende le monete, le mette nella fessura, ma il distributore s’inceppa. «I tentativi di farsi ridare i soldi non vanno a buon fine — continua — e così decide di buttarlo a terra vandalizzandolo».
Il fracasso e le risate complici della combriccola, non passano certamente inascoltate. Professori vanno a vedere cosa stia succedendo e «dalla presidenza parte la telefonata al 113 e una volante si porta sul posto». Il responsabile ammette tutto. In quegli istanti, però, avviene il fatto più grave. «Uno dei minorenni s’accende una sigaretta dentro l’istituto — spiega Capocasa — e prontamente viene ripreso da un professore che lo invita a spegnerla».

«DI TUTTA risposta il ragazzo sputa in faccia al docente e gli dà un pugno in faccia — spiega il primo dirigente della questura — È stato segnalato alla Procura dei Minori di Bologna». Ma nessuna denuncia: il professore non vuole farla. «Parliamo tanto di bullismo e violenza a scuola, ma poi accadono atti come questi. Bisogna che tutti, professori compresi, facciano la loro parte», conclude Capocasa. Essere un educatore, del resto, non significa solamente interrogare e dare un voto. Significa anche dare un indirizzo di vita: e quello della violenza impunita non può essere una strada accettabile.

di Luca Degl'innocenti


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Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com - 22/03/2009

17 marzo 2009

"Mi molesta". E il padre assale il prof


Pugni e calci a un docente della D´Acquisto La preside: "Storia inventata"

"Mi molesta". E il padre assale il prof

La studentessa ha 15 anni e frequenta la seconda. Sei giorni di prognosi per l´insegnante

Salvo Intravaia

Racconta al padre di essere stata offesa e molestata dal prof e il genitore manda l´insegnante all´ospedale. È accaduto ieri mattina alla scuola media D´Acquisto di largo Cavalieri di Malta, ma secondo la prima ricostruzione effettuata dalla preside dell´istituto, il docente sarebbe innocente: quella delle molestie «sarebbe di una storia completamente inventata dalla ragazza». Fatto sta che Francesco F. , 56 anni, docente di Educazione artistica della D´Acquisto se l´è vista davvero brutta: se non fossero intervenuti i colleghi e la polizia gli sarebbe finita peggio.
Maria (nome di fantasia), 15 anni, dopo diverse bocciature frequenta ancora la seconda media nel popolare quartiere Castellammare, a due passi dalla Cala. Lo scorso anno, chiede di essere trasferita di classe «perché i professori ce l´avevano con lei» e viene accontentata. Qualche giorno fa, aveva raccontato alla madre di essere stata apostrofata dal professore di Educazione artistica con frasi dall´esplicito contenuto sessuale e «di essere stata anche palpeggiata».
Secondo la versione della ragazzina, l´insegnante avrebbe rivolto le sue attenzioni non soltanto a lei ma anche ad una compagna di classe. Per questa ragione ieri mattina la madre aveva chiesto di parlare con il docente che verso le 13 l´aveva ricevuta. Dopo il colloquio, in presenza della stessa ragazzina, l´insegnante credeva di avere risolto il problema: «Mi sembrava - spiega il docente, che nega ogni addebito - di avere chiarito tutto con la madre che mi sembrava convinta. Ma evidentemente la bambina non era contenta di come si era conclusa la vicenda». Durante la discussione, il professore aveva detto alla madre che la ragazzina «era una bugiarda», chiamando in causa la classe e l´altra ragazzina che sarebbe stata molestata.
Uscite dalla scuola, mamma e figlia si incontrano con il padre, che fino a quel momento era rimasto all´oscuro di tutto, e lo informano dell´accaduto. Il genitore va su tutte le furie e non ci pensa due volte a ritornare a scuola. «Prima ha inveito contro di me - racconta il docente - e subito dopo mi ha colpito con calci e pugni». Il tutto davanti ai colleghi e ai bidelli che sono intervenuti per evitare il peggio. Ma ormai il prof le aveva prese: graffi, escoriazioni e lividi in diverse parti del corpo.
L´intervento della polizia mette fine all´aggressione mentre un´ambulanza conduce l´insegnante al pronto soccorso dell´ospedale Buccheri La Ferla. «Si tratta di un episodio particolarmente grave - dice la preside, Rosa Sinagra - perché la storia delle molestie è stata completamente inventata dalla ragazza. La compagna che secondo il racconto dell´alunna - continua il capo d´istituto - sarebbe stata anch´essa molestata ha negato tutto». Il prof è stato dichiarato guaribile in 6 giorni.


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Fonte: http://espresso.repubblica.it - 17/03/2009